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  • CicatriciB
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“La cicatrice si crea nel passaggio tra ferita e la rinascita. Ed è per questo che deve essere bella, perché è segno di vita.” (BarbaMaura, Twitter)

Romina, Coach

In occasione del mio shooting fotografico per #cicatriciebaci sono rimasto stupito della semplicità dello svolgimento di posa. La scelta scenografica è stata sorprendentemente intuitiva e ha rinvenuto un elemento simbolico della mia esperienza post traumatica: lo specchio.

L' approccio delicato e preciso sembra aver ottenuto quello che voleva, lasciando che scaturisse.

La dinamica della rappresentazione mi ha portato spontaneamente a cercare posizioni sepolte nell'oblio. I caratteri corporei che hanno catturato l'attenzione  degli scatti sembravano reperti del mio dialogo fisiologico con il vissuto.

 

Il lavoro è stato pragmatico e mi aiuterà a ripensare una forma di integrità più narrativa. Le scelte sono state coraggiose e a prima vista scomode ...poi hanno assunto significato. Ho visto  qualcosa di nuovo e oscuro e ne prendo atto.

 

A.B., Libero imprenditore

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​La parola cicatrice pare abbia come etimologia più antica un termine sanscrito che vuol dire nodo.

Una cicatrice ci lega al passato ma anche - in quanto esseri umani, fatti di carne e ossa - al resto dell'umanità.

E' il segno concreto di una possibile risoluzione di un problema fisico anche grave, ma a volte non così preciso nell'essere definito problema, come nel caso dei parti cesarei.

 

In pratica oggi buona parte dell'umanità lascia come segno della propria nascita una cicatrice nel corpo della propria madre.

Nel mio caso la cicatrice è minuscola, ma segno di due interventi significativi al cuore, passando per le arterie. E' un nuovo tipo di nodo che mi lega al mondo, per esempio a quello - per me molto importante - della ricerca medica e scientifica, capace di simili progressi, utili per tantissime persone.

A questa cicatrice son legato, più di altre.

 

Riccardo Lisi, Critico d’arte contemporanea

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Cicatrici e Baci. Un nome che cattura subito l'attenzione. Due parole che possono essere estremamente lontane, ma anche terribilmente vicine.

 

Ho deciso di partecipare al progetto perché credo nella creatività e nella grande sensibilità di Barbara e sapevo che, qualunque fosse stata la storia che le avrei raccontato, l'avrebbe compresa ed interpretata con rispetto e al tempo stesso con fantasia.

 

È stato un percorso interessante, anche per il fatto che il mio posto è sempre dietro la camera, mai davanti, perciò per me è stato davvero un "mettersi alla prova". 
Mi è molto piaciuta l'idea di questo velo argentato con cui ho dovuto relazionarmi... è stato un lento scioglimento, fisico ed emotivo.

 

Quando ho visto i risultati, beh, ho potuto solo dire "WOW". Trovo che abbia rappresentato molto di me, questa "ripetizione", quasi ossessiva, sempre uguale ma sempre diversa, questi colori forti e contrastati, un "caos ordinato" proprio come me.

 

Grazie Barbara e Alessandro per avermi aiutata a conoscermi un po' di più, siete grandi.

Anna Spacio, Regista

La mia esperienza con cicatriciebaci è stata molto positiva ed arrichente. 

 

È un sentimento speciale essere in grado di avere un momento in cui le mie cicatrici e la mia disabilità sono celebrate e apprezzate per la loro bellezza. In quel momento sei più consapevole della disabilità, ma ti senti sicura, vulnerabile e aperta, tutto allo stesso tempo.

Dopo aver visto le composizioni finali mi sentivo orgogliosa di me stessa, orgogliosa di ciò che potevo dare e di poter condividere la mia storia in modo onesto e creativo. 

Zuleika Tipismana, Sostenitrice delle persone con disabilità 

Vi invito a leggere il bellissimo articolo in cui Zuleika racconta approfonditamente l'esperienza vissuta, mi ha veramente commosso questo intenso riscontro Scarkisses